Solitamente quando parliamo di caffè, la prima immagine che creiamo nella nostra mente è quella di una bella tazzina in ceramica, magari bollente, dalla quale sorseggiare un caldo e corposo espresso; non tutti, però, sono abituati a bere il caffè in questo modo. Infatti, essendo il caffè la bevanda più diffusa dell’intero globo, esistono diverse maniere di degustarlo e quindi di apprezzarlo.

Dall’India, passando per il Senegal e la Norvegia, fino ad arrivare in Messico, scopriamo come il mondo beve il caffè a seconda della cultura e delle tradizioni. Partiamo dal Kaapi, il caffè indiano, la sua diffusione viene attribuita a Baba Budan e risale al XII secolo; si narra che Budan introdusse nella nazione sette chicchi di caffè – sette è un numero sacro per i musulmani – presi mentre si trovava al porto di Mocha – Yemen, iniziò così a coltivare i chicchi in casa propria e durante un pellegrinaggio verso la Mecca finalmente ebbe la possibilità di scoprire il meraviglioso gusto di questa bevanda in grado di dargli le energie necessarie per affrontare il lungo cammino. Una volta ritornato a casa, Budan, diede vita ad una vera e propria piantagione di caffè introducendo i suoi concittadini a questa bevanda. Il Kaapi è composto da: 2 cucchiaini di caffè, acqua e zucchero a piacere, ed 1 tazza di latte caldo.

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Se questo mix, però, non vi sembra poi tanto diverso dalla preparazione cui siamo abituati, preparatevi a leggere come cambia il caffè in Messico ed in Senegal! Partendo dal paese sud americano bisogna dire che il caffè è la bevanda maggiormente prodotta ed esportata. Il Cafè de Olla, questo il suo nome, è composto da 3 dosi di acqua bollente, 1 dose di caffè in polvere, 1 cucchiaio di piloncillo – zucchero di canna non raffinato – ed un bastoncino di cannella. Il risultato è una miscela dal gusto estremamente dolce, e sono tanti i coltivatori messicani che sostengono non sia questo il modo migliore per apprezzare il gusto forte dei chicchi, completamente coperto dallo zucchero.

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Passiamo in Senegal, invece, dove troviamo il Cafè Touba, il cui significato va oltre la mera voglia di bere qualcosa di caldo. Chiamato così per rendere omaggio alla città sacra di Touba, questo caffè viene considerato una medicina quotidiana che aiuta tutti i credenti a recitare le preghiere perfettamente. Sarà per il suo gusto particolare, 3 dosi di caffè fatto da chicchi tostati con pepe nero e spicchi d’aglio e zucchero quanto basta, il Cafè Touba è una vera e propria istituzione per i senegalesi specialmente durante il periodo del Ramadan.

Aggiungere ingredienti per noi inusuali quando si parla di caffè è, però, una prerogativa non solo del Senegal. Anche in Vietnam il caffè viene associato ad un alimento particolare: il Cà phê trứng viene preparato con 1 tazza di caffè filtrato, 1 tuorlo d’uovo, e 2 cucchiaini di latte condensato. Perché l’uovo? In un periodo in cui in Vietnam il latte era una risorsa difficile da trovare, un barista ebbe l’idea di sostituire il sapore del latte, come tutti lo conosciamo, con l’uovo. L’obiettivo era quello di riuscire a rendere più consistente ed energetica una bevanda molto amata e consumata perché a basso costo.

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Tornando in Europa, infine,  c’è  il Karsk: caffè norvegese. Era originariamente bevuto dai contadini della Scandinavia del nord e proprio come allora viene preparato mettendo una moneta sul fondo della tazza ed aggiungendo caffè fino a quando questa non è completamente sommersa. Dopodiché si versa del liquore così che la moneta torni ad essere nuovamente visibile. L’idea del liquore è nata con l’intento di combattere il freddo intenso che caratterizza il posto, solo bevendo un bel po’ di gradi alcolici i contadini riuscivano a sostenere le temperature fredde. Si potrebbe continuare a lungo, perché ogni nazione ha la sua tradizione in fatto di caffè, una cosa  certa: se doveste trovarvi in uno di questi posti non esitate a bere almeno una volta una tazza di caffè!

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