La storia del caffè sospeso

Avrete certamente sentito parlare molte volte del “caffè sospeso”. Alcuni non sanno cos’è, qualcuno forse lo avrà anche richiesto, a qualche altro sarà capitato invece di averlo offerto.

Ma di cosa si tratta precisamente?

Il caffè sospeso è  un antico rito nato a metà del 1800 a Napoli, che consisteva nel lasciare un caffè pagato a beneficio di un qualsiasi avventore sconosciuto.

Questo gesto il più delle volte era compiuto da persone di buon cuore che volevano dare l’opportunità anche ai più poveri di poter gustare il classico espresso napoletano, approfittando, appunto, del caffè che veniva lasciato “in sospeso”. Ebbe particolare successo nel secondo dopoguerra e da Napoli si diffuse un po’ in tutt’Italia. Per lo scrittore Riccardo Pazzaglia, invece, l’usanza ha avuto origine dalle contese che sorgevano al bar tra amici al momento di pagare il conto. Nell’incertezza tra chi aveva consumato il caffè e chi aveva pagato anche per gli altri, si finiva spesso per pagarne qualcuno in più. In questa circostanza, non si chiedeva indietro il credito, ma si lasciava il caffè “in sospeso” a favore di uno sconosciuto.

Un altro famoso scrittore napoletano, Luciano De Crescenzo, che ha scritto un libro intitolato proprio “Il caffè sospeso”, racchiuse in una bellissima frase questa vecchia abitudine partenopea: “Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…”

Tale usanza, durante il periodo del boom economico, era stata quasi del tutto dimenticata, ma con l’avvento della crisi, è tornata prepotentemente di moda.

Anzi, questo gesto di grande altruismo e generosità ha riscosso molti apprezzamenti e ha varcato anche i confini del territorio campano per arrivare negli angoli più lontani del mondo, dall’Argentina all’Australia, passando per le regioni del Nord Europa e del Nord America. Così in Irlanda è nato il “suspended coffee” e addirittura la famosa catena americana Starbucks ha imitato questa pratica.

Con l’impazzare dei social network, inoltre, ha ottenuto notevole visibilità, tanto che a Napoli, il 10 Dicembre 2011, è stata organizzata la “Giornata del caffè sospeso”, con la gentile collaborazione di tanti commercianti napoletani.

Altra iniziativa molto particolare è quella chiamata “Rete del caffè sospeso”, che coinvolge tutti i locali disposti a permettere ai propri clienti di lasciare un caffè sospeso. La particolarità di questa rete, è che non solo si è diffusa in tutt’Italia, ma ha trovato esercenti disponibili addirittura in Spagna, in Svezia, in Brasile e in Australia. Oltre a dare risalto all’antica tradizione nata a Napoli, la Rete del caffè sospeso organizza anche eventi di vario genere in collaborazione con associazioni ed enti pubbliche.

Dal caffè, grazie a cui è nato il rito tanti anni fa, sono nate simili iniziative legate anche ad altri prodotti, alimentari e non. Ad esempio, sebbene con minore successo, sono nate le usanze della “pizza sospesa” e del “libro sospeso”, che vengono praticate con modalità pressoché identiche.

www.caffepompeii.it

 

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