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Gli effetti della caffeina

Sulla caffeina e i suoi effetti se ne sentono tante ogni giorno, nel bene e nel male.
Pur essendo una delle sostanze più consumate al mondo, molti ignorano cosa essa effettivamente sia e come agisca, e spesso rimane un interrogativo: la caffeina fa bene o fa male?

Cos’è la caffeina?
La caffeina, il cui nome scientifico è 1,3,7-trimetilxantina, è una sostanza naturalmente contenuta in una grandissima varietà di piante: oltre all’ovvia pianta di caffè, infatti, la caffeina è presente anche in quelle del cacao, del te, della cola e diverse altre.
Nel corso della storia, l’uomo ha poi scoperto che questa sostanza, in dosi moderate, provocava numerosi effetti benefici e imparò a farne delle bevande, prima tra tutte il caffè, ancora oggi una delle bevande più consumate dal genere umano.
Resta la domanda: come mai?

Effetti della caffeina sull’uomo
Fin dall’antichità, l’uomo ha scoperto alcuni effetti del caffè e della preziosa sostanza in esso contenuta: verificò, abbastanza facilmente, che questa aumentava l’attenzione, aiutava a restare svegli, forniva energia e vigore.
Con il passare del tempo, abbiamo appreso l’esatta meccanica di questi effetti:
Assorbita velocemente dallo stomaco, la caffeina agisce come stimolante del sistema nervoso centrale, dando come risultato un aumento dei livelli di adrenalina e noradrenalina. In questo modo, si ha uno stimolo indiretto del sistema nervoso simpatico e un aumento del battito cardiaco, dell’afflusso di sangue ai muscoli, una riduzione dell’afflusso di sangue alla pelle e un rilascio di glucosio del fegato.
Tutti questi meccanismi fanno sì che il corpo e il sistema nervoso sono più predisposti a sforzo fisico e un’intensa attività mentale.

La caffeina nello sport
Contrariamente a quello che molti credono, l’uso di caffeina non va in contrasto con una sana attività sportiva. Se usata in dosi moderate, infatti, favorisce l’utilizzo degli acidi grassi come sostanza energetica, limitando il calo di glicogeno muscolare: ciò significa, in parole povere, che durante uno sforzo intenso si ha un maggiore consumo di grassi corporei e un minore rischio di crampi.
Quantitativi prossimi ai 350mg (circa 3 tazzine di caffè) assunti un’ora prima dell’attività sportiva, sarebbero già in grado di migliorare la resistenza in prestazioni di media durata, consentendo pertanto una maggior durata dell’attività fisica a parità di impegno; inoltre la stessa attività fisica è in grado di rallentare il processo di eliminazione della caffeina.
È poi importante rilevare che questo non costituisce alcuna sorta di doping più di quanto lo sia una dieta ricca e nutriente!
Ovviamente, va ribadito che il consumo di caffeina deve essere adeguato alla propria massa corporea e comunque moderato nell’arco della giornata: oltre una certa soglia di caffeina, infatti, i benefici da essa fornita smettono di aumentare.

Tra studio e lavoro
Anche nello studio, così come nel lavoro, un consumo ragionevole di caffè può essere d’aiuto: oltre ad aumentare l’attenzione e capacità di restare attivi e concentrati, recenti studi della HopkinsUniversity di Baltimora sembrano dimostrare che, tra i benefici di questa bevanda, vi sia un aumento della memoria a lungo termine.

Gli effetti collaterali
Iniziamo subito con il dire che sul caffè e i suoi effetti collaterali girano molte esagerazioni e miti.
Innanzitutto, nonostante la caffeina sia, di fatto, una “sostanza stupefacente”, ovvero che induce un certo grado di dipendenza, tolleranza e assuefazione, va considerato che tali effetti sono presenti a un livello estremamente modesto: di fatto, una dipendenza molto più forte, a parità di consumi, viene dall’alcol o addirittura dalla televisione.
È anche falsa la comune credenza che il caffè provochi rischi di malattie cardiache, tumorali e osteoporotiche; nessuna di queste tesi è mai stata dimostrata, contrariamente ai suoi diversi effetti benefici.
Le uniche situazioni dimostrate in cui la caffeina e il caffè possono arrecare danno consiste nelle situazioni di abuso, ovvero casi in cui la concentrazione di caffeina assunta supera un certo limite (che comunque equivale a decine di tazzine giornaliere).
Ricordiamo che persino l’acqua, se consumata in quantità eccessive, può danneggiare l’organismo!

In definitiva, fermo restando che ogni eccesso è dannoso, si può dire che una piccola quantità giornaliera di caffè sia, nel suo piccolo, di supporto nelle mille attività di ogni giorno.

Caffeina e dintorni

Caffeina e … dintorni!

La bevanda più amata al mondo, il caffè, contiene un alcaloide naturale contenuto nelle piante di caffè, tè, guaranà e cacao. Stiamo parlando ovviamente della caffeina, che in natura agisce come potente insetticida per proteggere le piante appena citate dall’attacco di insetti e varie specie di ragni.

Presente anche in bevande e alimenti di uso comune, possiede un effetto stimolante e in medicina è utilizzata a scopo terapeutico. Tuttavia se consumata in quantità eccessive, può rivelarsi letale per l’essere umano.

La caffeina quindi non si trova solamente nel caffè. Si può trovare in foglie di tè, noci di cola o fave di cacao. Può essere poi aggiunta artigianalmente ad altri prodotti, infatti per le sue proprietà eccitanti è presente in quasi tutte le bevande energetiche. In particolare, il 98% della caffeina che consumiamo arriva da bevande. Il resto proviene da altri alimenti (su tutti il cioccolato) o farmaci.

Ecco 7 curiosità da conoscere su questa sostanza che assumiamo quotidianamente e spesso in maniera inconsapevole.

1) Caffè “decaffeinato” non vuol dire senza caffeina. Recenti studi effettuati negli USA, hanno accertato che in una tazza di caffè decaffeinato sono comunque presenti circa 12 mg di caffeina, mentre in una tazzina normale tra i 100 e 200 mg.

2) Sempre negli USA, uno studio ha dimostrato che chi consuma più 400 mg al giorno (quasi il doppio della quantità assunta in media dalla popolazione mondiale nell’arco di una giornata) è maggiormente esposto a problemi di insonnia, irritabilità e battito cardiaco accelerato.

3) Quasi tutte le bevande energetiche in commercio contengono meno caffeina di quanto si immagini. Infatti, il loro contenuto è minore di una tazzina di caffè stretto tradizionale. La caffeina è invece molto presente nel tè.

4) La caffeina impiega dai 30 ai 60 minuti per raggiungere il massimo livello nel sangue. Il corpo metabolizza generalmente metà della sostanza in 4/5 ore. Gli effetti sono maggiori per le persone che solitamente non consumano bevande o alimenti a base di caffeina. Solitamente in una persona adulta sana, la caffeina va in circolo in mezz’ora circa, mentre gli individui che hanno un metabolismo lento, possono avere problemi di insonnia se consumano tè o caffè dopo le 18. Pertanto si consiglia di non assumere caffeina nelle ore serali, specialmente prima di andare a letto. Solo chi ha la fortuna di avere un metabolismo abbastanza veloce, non riscontra nessun effetto “negativo” nel momento in cui consuma cibi o bevande con caffeina anche in tarda serata.

5) Le donne metabolizzano la caffeina di solito più velocemente rispetto agli uomini. Tuttavia per le donne in gravidanza è consigliabile evitare o quantomeno limitare l’assunzione di caffeina in quanto un eccessivo consumo potrebbe avere effetti negativi. Per quanto riguarda i fumatori abituali, che di solito amano fumare subito dopo un buon caffè, assorbono la sostanza due volte più rapidamente dei non fumatori.

6) I chicchi di caffè più scuri contengono una maggiore quantità di caffeina? E’ falso! Il colore dei chicchi di caffè dipende, oltre alla specie di pianta, dal tipo di tostatura. Più il chicco è “bruciato” e più la sua colorazione apparirà intensa.

7) Non tutti i tipi di caffè contengono le stesse dosi di caffeina. Preparato ormai in tutti i ristoranti, bar e fast food, può avere diversi dosaggi a seconda della marca. Ad esempio il caffè di Starbucks ha il doppio di caffeina rispetto a quello che viene offerto al McDonald’s.

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